SILVIA SANTIROSI – ISTANTANEE + JULES NOT JUDE

02/12/2011 sabato 12 febbraio 2011 - ore 20:00

SILVIA SANTIROSI – ISTANTANEE + JULES NOT JUDE

ISTANTANEE di Silvia Santirosi

Il rifugio di un tavolino al caffè della stazione non è in fondo diverso da quello privato della propria stanza. Non si abita, ma si è murati vivi. La “morta murata” è delusa, inutile cercare di nascondersi, perché “anche il buio è vivo”, e “guardare il mondo da dietro una finestra… non protegge dal dolore.” La poesia (neppure quella di Silvia Santirosi) non protegge dal dolore, e non dispensa saggezza. La poesia è canto e danza, “carpe diem, hic et nunc”, e nella sua gratuità sta la sua invisibile grandezza.

(dalla Prefazione di Claudio Piersanti)

Silvia Santirosi: Giornalista culturale (carta stampata: L’Unità, Via Pò, Andersen; televisione: La Compagnia del libro – TV2000) e scrittrice. Talvolta illustratrice. Tutta colpa della laurea in Filosofia.

Jules Not Jude:

“All apples are red” luogo comune per antonomasia, rappresenta il titolo dell’album che schiude l’involucro dei Jules not Jude, band musicale nata nel 2007 dal duo Ferrari-Sahman moltiplicatesi nel 2010 non per convenienza ma per affinità in quartetto, con l’inserimento al basso di Mauro Parolini e alla batteria di Marzia Savoldi. La scelta di diventare una band non è casuale, ma indica l’intenzione di sugellare una relazione musicale solida e profonda tra i membri del gruppo. Il nuovo progetto musicale è in se essere e divenire. Essere poiché fa eco il sound beatlesiano e l’acustica delle lovesongs primi anni ’90, caratteristiche dell’EP d’esordio (Clouds of fish 2009) e divenire poichè al contempo è connubio di rock ed elettronica. L’immersione in uno stile musicale ricercato, arrichito da violoncelli, trombe, cori e synth oltre che dall’utilizzo di familiari diamoniche e glockenspiels, evidenzia la crescita artistica e personale della band. Il sound è dunque più maturo, meno volubile ma sempre impregnato di influssi brit-pop dai quali non può che gocciolare un sapore attuale ma pur sempre nostalgico, tuttociò anche a merito del tour italiano tra le cui date si cita il Roma Pop Fest, il No Silenz Festival e il Magnolia Parade. Lo stream of consciousness della band è stato tradotto in musica, registrato ed arrangiato presso lo studio a conduzione familiare “Us Random Calculator” grazie a Fabio Benni e Alessandro Paderno front men dei Le man avec le lunettes per poi essere mixato e masterizzato al Bluefemme di Marco Franzoni. L’intenzione surrealistica del neonato mood consolida il livello artistico dei brani dell’album ampliandoli di significato, essi sono sì stralci di sogni ad occhi aperti ma anche afone urla di notti insonni, sono prefazioni irrazionali di un sonoro best-seller che non trova il suo epilogo, poiché per i Jules not Jude non esistono verità universali dato che : All apple are red….except for those which are not red!



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